Mario Logli in mostra a Palazzo del Duca | Senigallia
Ho visitato la sua retrospettiva circa tre settimane fa. Debbo ammettere di non averne mai sentito parlare prima e di essere rimasta piacevolmente colpita dall' incredibile capacità tecnica di questo pittore marchigiano, amico di Giacomelli il cui lavoro è frutto di una rielaborazione onirica del paesaggio marchigiano riletto in chiave surrealista, tra Magritte, de Chirico e un tocco di Kandisky.
Sicuramente i pezzi forti di questa mostra, che consiglio a tutti gli amanti dell'arte, sono una serie di tele intitolate "Gli Invasori" la cui scena è dominata da giganteschi mostri di lamiera sullo sfondo di un onnipresente paesaggio marchigiano. Lolli, come ogni 'nerto' che si rispetti è molto legato alla sua terra e non perde occasione per sottolinerlo, anche quando tenta di discaccarsi dal suo tema natale. Ribadisco, data la sua stupefacente bravura tecnica e quel suo moderno segno grafico, se avesse rivolto i suoi interessi su contenuti di più ampio respiro sarebbe di sicuro diventato famoso.


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